Val d'Orcia Holiday
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lunedì 7 novembre 2011

'Scoprire la Val d’Orcia', di Chiara Cipolla guida illustrata della valdorcia, sulla rotta della Francigena

(di Simone Gallorini)
La Val D’Orcia a sud della provincia Senese racchiude alcuni tra i comuni più belli d’Italia: Montalcino, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia, Pienza e Radicofani.
“Scoprire la Val d’orcia “ Storie di Santi, Re e Briganti affronta in modo inconsueto, quanto mai originale, un viaggio tra i cinque comuni della valle.
Il libro guida il visitatore-lettore in un viaggio quasi fiabesco facendogli vestire gli abiti di un ipotetico viandante al pari dei molti pellegrini che nei secoli hanno attraversato la valle del

Il mondo dei nomi, del loro significato e della loro origine

(di Raffaele Giannetti)
Presentazione di una nuova rubrica
Questa presentazione, che costituisce come al solito l’occasione per manifestare alcuni intendimenti, dice anche della fatica di partire e racconta, a modo suo, la paura del foglio bianco.
Il mondo dei nomi, del loro significato e della loro origine, è necessariamente pericoloso almeno per quanto è affascinante. Capiterà di percorrere strade inconsuete, ma capiterà anche, quando non fossero ben tracciate, di vederle sparire nel folto del bosco.

venerdì 4 novembre 2011

Le terrecotte dei Della Robbia a Radicofani

(di Antonio Sigillo)
A Radicofani nella Chiesa di San Pietro e Sant’Agata, sono presenti ben quattro opere in terracotta invetriata le cosiddette “robbiane”,  opere realizzate in quello stile che è  diventato un appellativo di bellezza ed elemento identificativo della Toscana, anche grazie alla realizzazione di tabernacoli  posti nelle facciate di case in poderi o posti agli incroci delle vie. Robbiane riconducibili, nel nostro caso, ad Andrea, ai suoi figli, ed alla bottega.

La cerimonia per l'immissione in possesso in una proprietà agraria a Torrenieri nel 1342

(di Alberto Cappelli)
Il Castello di Torrenieri possedeva una propria autonomia amministrativa e nel 1208 giurò fedeltà allo Stato senese.
Torrenieri era una piccola comunità lungo la via Francigena e gli abitanti – anche grazie a questa collocazione - godevano di un certo benessere.

Per non dimenticare Arnaldo da Brescia

(di Marco Bucciarelli, tratto da: www.toscanaccio.eu)
Ai primi di marzo 1155 il pontefice Adriano IV scomunicò Roma, quella Roma da cui lo separava il Tevere, quella Roma che per emanciparsi si era data istituzioni comunali e che della scomunica risentí soprattutto economicamente, in quanto i pellegrini cominciarono ad evitare tutto ciò ch' era a sinistra del Tevere.
Costrettivi dal popolo e dai parroci, i senatori all' inizio della settimana santa chiesero ed ottennero udienza da Adriano, che li fece giurare sui vangeli di espellere da Roma e dallo

Il Sambuco ... sette buoni motivi per rendergli omaggio

(di Francesco Matteucci)
Sambuco nero (Sambucus nigra) della famiglia delle Caprifoliaceae, è una pianta arbustiva che cresce su tutti i terreni fino a circa mille metri d’altitudine. Gli arbusti, che possono  arrivare fino a  dieci metri d’altezza, hanno la corteccia fessurata di colore grigio-brunastro ed il legno ha al suo interno un chiaro e soffice midollo. L’infiorescenza primaverile presenta fiori bianchi profumatissimi a forma di grande ombrello e ad agosto si formano le bacche nero bluastre raccolte normalmente per preparare sciroppi e

Tutto ciò che ricorda il sangue è vulnerario, cioè cicatrizzante

(Estratto da Erbe di Val d'Orcia, di Augusto de Bellis - 1988, Editori del Grifo)
Delle scottature, ho già detto di qualche ricetta ma, voglio ugualmente ricordare che a Montepulciano, alcuni, in giugno, coglievano i fiori gialli del "pilatro", li mettevano a macero in una bottiglia d'olio d'oliva, al sole per un'estate, con aggiunta di alcuni scorpioni vivi; il tutto assumeva lentamente un colore rosso sangue ed infine diventava un toccasana per le scottature, le ferite e le abrasioni.
I discepoli di Paracelso, assertore della teoria delle

I simili si curano con i simili. Nozioni di medicina omeopatica

(di Federico Del Conte)
La Medicina Omeopatica nasce a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo con il medico tedesco Samuel Hahnemann contrapponendosi alla medicina umoralista del tempo. Con un atteggiamento rivoluzionario per quel periodo, basava il suo metodo su un analisi empirica del paziente, attraverso, quindi, un’attenta osservazione di segni e sintomi del malato.
Ad oggi questo stesso modo di procedere nella valutazione della malattia è presente anche nella Medicina Tradizionale, ma con un fine che appare parallelamente opposto. Mentre la

La Santoreggia, l‘Erba dei Satiri.
Un'erba tipica della Val d'Orcia, citata dagli antichi

(di Luigi Giannelli)
Incominciamo come al solito con una citazione dall’Opera Magna di Dioscoride, il nostro Medico militare delle Legioni di Vespasiano.
Al Capitolo 40° del III libro della “Materia Medica”, Dioscoride mette la Santoreggia tra il Timo ed il Serpillo. Useremo la versione Mattioli, in forma lievemente “modernizzata” per una migliore comprensione moderna.
Per la verità, in Val d’Orcia si trova facilmente il Serpillo (Timo serpillo) e la Santoreggia selvatica (Satureia

L’Ospedale di Santa Maria della Scala dentro Sant’Angelo in Colle: un centro di prodotti agricoli nel Medioevo

(di Anabel Thomas)
Chi c’è che dice che Pienza è il centro di produzione del pecorino toscano? Oggi tutto il mondo. Ma non è sempre stato così. Per ben duecento anni, nel Medioevo, il centro di produzione del pecorino è stato Sant’Angelo in Colle. Anzi, nel tardo Trecento gli agricoltori di questo piccolo castello di frontiera in Val d’Orcia hanno fornito un terzo di tutto il formaggio

Più poveri e sempre meno belli

(di Silvana Biasutti)
L’amara soddisfazione di pensare (solo pensare, perché esternare non serve ed è inelegante) “io l’avevo detto già cinque, sei, sette anni fa, perché era già così evidente che questa era la direzione …”, serve a poco. Soprattutto non serve a evitare che accada il peggio, che si scivoli sempre più in basso; però ogni tanto trovi qualcuno che ti guarda negli occhi e capisci che è solidale con te, con quello che pensi, che vede le cose come vanno e dove vanno, e che ti è grato per tutte le parole che spendi e gli sforzi che fai.

lunedì 31 ottobre 2011

Zafferano: l’Oro Rosso nel piatto

(di Laura De Vincentis)
Il termine Zafferano ha origine dall’arabo “jafaran”, derivato dal persiano "sahafaran" che significa giallo.
Già nell’antichità lo zafferano era conosciuto e vari erano i suoi usi. Era usato per tingere di giallo le vesti e le calzature dei re Assiri e le bende delle mummie egizie. Durante i periodi romano e medioevale le donne indossavano tuniche tinte con lo zafferano sotto le vesti nuziali per il potere

Borgo di Castelvecchio, immerso nella natura fra tradizione, innovazione e 'buon gusto'!

(di Mirco Sanchini)
Non dobbiamo mai dimenticare il legame che unisce la Val d’Orcia alla sua gente.
Forse è stato proprio l’ingegno di chi ha saputo vivere in una parte di Toscana così difficile, poverissima, quasi dimenticata, a promuovere questa valle addirittura a patrimonio UNESCO per bellezza, cultura e umanità. Ne sono testimoni i boschi, le aspre crete, i morbidi profili delle colline, gli ampi orizzonti, i borghi medievali, le città

L’Unione Italiana Vini ha un’idea: aumentiamo l’Iva per tutti i settori… e riduciamola per quello agricolo!

"Non ho nulla da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore". Se non l'avesse già scritta Winston Churchill, questa frase ce l'avrebbe messa l'attuale Governo italiano, negli archivi della storia. Ancora una volta è stato anticipato (maledizione!). Comunque, l'ora è buia ed ognuno dovrà fare l'ennesimo buco ad una cintura che orami sembra un traforo. Si parla di drastiche riduzioni dei privilegi dei parlamentari (ridimensionate sul filo di lana, le cinture di lorsignori sono griffate, mica le vorremo sciupare…), contributi di solidarietà per chi non ha affatto voglia di essere solidale e aumento

Evviva l’Amiata, evviva la Valdorcia!

(di Giorgio Scheggi)
Sin da ragazzino ho sempre pensato al Vivo (Vivo d’Orcia), come un posto delle fiabe. Gli ambienti nei quali, di tanto in tanto, mi portava il mio babbo, erano l’inveramento dei racconti che leggevo. Un posto per sognare: un contraltare al vasto paesaggio valdorciano, stupefacente ma aspro. Quel rumore di acqua buona che scorre, le fragoline di bosco, le trote, i castagni paciosi e generosi ma soprattutto l’intima e misteriosa bellezza del minuscolo borgo dell’Eremo rappresentavano e rappresentano un privilegio per chi ci

domenica 30 ottobre 2011

Fanghi: Radicofani ne ha abbastanza!

(di Tiziana Bindi)
Si continua a parlare di fanghi in Val d’Orcia, non di quelli utilizzati dai centri termali per i trattamenti benessere... magari! Trattasi purtroppo di spandimento fanghi provenienti da impianti di depurazione italiani fra le nostre crete, pratica che ha messo sull’attenti i ‘radicofanesi’, Sindaco compreso.