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lunedì 24 dicembre 2012

Il rimedio omeopatico

Otzi, l'uomo venuto
dal ghiaccio, 5000
fa usava la betulla
per migliorare il suo
stato di salute.
di Federico Del Conte         
(VAL D'ORCIA - terra d'eccellenza, n°8)
L'utilizzo di sostanze di varia natura, per migliorare il proprio stato di salute, trae origine in tempi lontani, con sostanze diverse, ma con modalità simili in tutto il mondo. L’uomo ha usato per primo il mondo vegetale come possibile elemento curativo, per la sua facile reperibilità, ma anche, probabilmente, basandosi sull’osservazione dell’utilizzo che gli animali spontaneamente erano abituati a fare. Piante come Arum triphyllum o Chelidonium sono conosciute nella tradizione popolare proprio per essere usate dagli animali per le loro qualità terapeutiche. Il nome Chelidonium deriva dal greco chelidon che vuol dire rondine. Nella tradizione questi eleganti animali usano strofinare gli occhi dei piccoli appena nati, con i rametti della pianta di Chelidonium per favorirne l’apertura.

giovedì 20 dicembre 2012

Il Parco agricolo della Val d'Orcia

di Giorgio Scheggi         
(VAL D'ORCIA - terra d'eccellenza, n°8)
Scomparire è la peggiore delle fini. Almeno per me. Convengo, in questo, con Mersault, lo “Straniero”, di Camus. Dunque non vorrei essere parte della scomparsa di un’idea, vorrei piuttosto sbagliare nel tentativo di raggiungere una meta “alta”, sfidando i miei stessi modesti mezzi. Vorrei che si dicesse che siamo stati “arsi” dal desiderio di realizzare il nostro progetto unendo le poche forze di cui disponiamo, il colto e l’inclita, amministratori e amministrati, la società civile

Fatto a Mano

di Silvana Biasutti         
(VAL D'ORCIA - terra d'eccellenza, n°8)
Parto da un’osservazione di Steve Jobs – “l’uomo che ha inventato il futuro”, come è definito nel titolo della sua biografia più accreditata -: “E’ la mano la parte del corpo che più di ogni altra risponde ai comandi del cervello. Se potessimo replicare la mano, avremmo creato un prodotto da urlo.”
Questa frase continua a tornarmi in mente, quando leggo le polemiche che dividono il mondo del vino a

Siena riscopre gli antichi vitigni dentro le mura

di Andrea Cappelli         
(VAL D'ORCIA - terra d'eccellenza, n°8)
Siena riscopre gli antichi vitigni dentro le mura, recuperando le vecchie viti che fin dall’antichità venivano coltivate all’interno della città: un progetto voluto dal Comune di Siena, Provincia di Siena, Camera di Commercio, Università degli Studi di Siena e dall’Associazione Nazionale Città del Vino,

Il Panforte

di Laura De Vincentis         
(VAL D'ORCIA - terra d'eccellenza, n°8)
Tempo di feste, la tavola si arricchisce di mille prelibatezze, le strade profumano di dolci natalizi sfornati da panetterie e pasticcerie. E’ magico passeggiare per Siena in questo periodo dell’anno, e inebriarsi dei mille profumi di Panforti appena sfornati, dolce tipico natalizio del Senese, perché se è vero che ormai è diventato un dolce richiesto durante tutto l’anno, è proprio in questo periodo di

Parla ai giovani il nuovo libro di Pasquale Di Lena

di Andrea Cappelli         
(VAL D'ORCIA - terra d'eccellenza, n°8)
La presentazione in anteprima all’Istituto Agrario e Geometri “San Pardo” di Larino, ha avuto il significato di una dedica di Pasquale Di Lena, l’autore del libro “Agricoltura e Territorio”, all’istituto che l’ha avuto tra i primi diplomati tanti anni fa. “Domani” e “futuro” le due parole ricorrenti che sono

L’ Olivo: grande pianta della Val d’Orcia

di Luigi Giannelli         
(VAL D'ORCIA - terra d'eccellenza, n°8)
Se fino ad ora abbiamo esaminato esclusivamente piante spontanee della macchia mediterranea, in questo articolo scriverò dell'Olivo, una Pianta che in quest'area può essere considerata prevalentemente domestica, fatta eccezione di una varietà selvatica originaria dei boschi della Val d’Orcia e di alcune sfuggite nel corso dei secoli alle colture limitrofe alla macchia.

La propoli, acquisizioni e nuove prospettive di utilizzo

di Marco Biagi         
(VAL D'ORCIA - terra d'eccellenza, n°8)
La fitoterapia può a ragione essere definita un’antica disciplina medica che utilizza le virtù delle piante medicinali per la cura dell’uomo.
L’aspetto più interessante di questa materia tuttavia non risiede nella sua millenaria storia, ma nelle incredibili e pochissimo conosciute potenzialità attuali

Gli interventi di Jacomo Franchini (1665-1736) al ponte sull’Orcia a Bagno Vignoni

di Riccardo Pizzinelli          
(VAL D'ORCIA - terra d'eccellenza, n°8)
All’attività del poliedrico Jacomo Franchini, uno dei maggiori protagonisti dell’architettura e della scultura a Siena tra sei e settecento, si devono alcuni interventi all’antico ponte sull’Orcia a Bagno Vignoni, di cui oggi restano solo alcune tracce.

L’uccisione a Torrenieri di Benuccio Salimbeni, poeta minore del 1300

Tentennano - Castiglione d'Orcia,
antica roccaforte dei Salimbeni
di Alberto Cappelli         
(VAL D'ORCIA - terra d'eccellenza, n°8)
Fra il 1200 e il 1300, due grandi e ricche famiglie senesi si contendevano il potere della Città: i Salimbeni, dediti ai commerci in particolare delle sete e i Tolomei, commercianti anch'essi ma, sopratutto, ricchi banchieri. I primi avevano esteso i loro possedimenti nel sud dello Stato e tenevano la loro roccaforte  in Val d' Orcia; i secondi possedevano

Storia (povera e attuale) della «micragna»

di Raffaele Giannetti          
(VAL D'ORCIA - terra d'eccellenza, n°8)
Dopo la storia di uno strano e doppio aggettivo – quello scrivo scrivo che abbiamo interpretato come metatesi di scabro e scevro – è il turno di un’altrettanto strana micragna.
La troviamo nel Vocabolario amiatino di Giuseppe Fatini e nel Grande dizionario della lingua italiana.

Abuso del socio di maggioranza: la voce della minoranza

di Giuseppe Maria Frunzi         
(VAL D'ORCIA - terra d'eccellenza, n°8)
La casistica giurisprudenziale ha visto negli ultimi anni incrementare le posizioni contenziose, relative alle società di capitali, aventi ad oggetto l'impugnativa di delibere assembleari per aumento di capitale al verificarsi di ipotesi di abuso da parte del/i socio/i di maggioranza del proprio diritto di voto.
La questione, in tali “casi di studio” va ricostruita alla