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lunedì 18 aprile 2011

Il Parco da una parte, i candidati all’Unione dei Comuni dall’altra

(di Giorgio Scheggi)
Se anche disperdessimo altre parole, altre immagini, altri frammenti del nostro vivere ora e qui, arriva un tempo nel quale il bisogno di agire, di poter essere vivi nel proprio tempo, si fa insopportabile. Tra i tanti modi che l’uomo ha inventato per soddisfare quel bisogno, noi abbiamo scelto quello della parola scritta, dell’immagine stampata. Si dirà: “ci sono troppi giornali”, e poi ancora “nessuno più legge”. Se sulla prima affermazione si potrebbe lapidariamente replicare che quasi ogni giornale quotidiano o periodico presente oggi

La volpe e la bambina, a Pienza una bella storia di amicizia e solidarietà

Da un po' di tempo a questa parte la piccola Agnese e Vi, una giovane volpe, sono i silenziosi protagonisti di un'insolita storia di amicizia. Un'amicizia capace di strizzare l'occhio alle regole e alle usanze in nome del buon senso e della solidarietà.
A Pienza, il Sindaco Fabrizio Fè, in accordo con il presidente dell'ATC 19 Alfio Sanchini e Carmen Brenga, la mamma di Agnese, hanno concordato nel rispetto delle leggi vigenti un'azione informativa e di sensibilizzazione a tutela di Vi, anche tramite

il pecorino di pienza: Un pezzo di storia del territorio valdorciano

(di Laura De Vincentis)
Delicatamente dolce e sottilmente aromatico, bianco candido impenetrabile ad un raggio di luce, questo è il latte, l’alimento che da sempre accompagna la vita dell’uomo. Latte: la materia prima per produrre un’enorme varietà di formaggi. Proprio il formaggio, nel passato, rappresentava il modo migliore per conservare e concentrare tutto il grande patrimonio nutrizionale del latte.
E lo sa bene il Pecorino di Pienza le cui radici

L'antiretorica dello Scalo

(di Silvana Biasutti)
Quando pensi “Toscana”, di solito ti vengono in mente colline e poderi, filari di cipressi e paesaggi così belli da rischiare l’oleografia: tutto ciò che infastidisce quelli che sperano nell’arrivo di un po’ di capannoni industriali nel paesaggio toscano, troppo rurale (sic!) troppo armonioso… Tuttavia, devo confessare che anch’io un po’ patisco il paesaggio troppo ‘leccato’ quando la bellezza è solo una facciata. Come ho sempre trovato retorici e banali certi castelli troppo levigati e un po’ finti e quelle fattorie che hanno cancellato

Le Briccole stanno alla Val d’Orcia come un’oasi sta al suo deserto. Breve storia dell' XI STAZIONE della Via Francigena

(di Alessandro Belardi)
Le Briccole sono un complesso poderale con una piccola chiesa romanica intitolata a San Pellegrino e situato in prossimità della strada Cassia a circa un chilometro a sud di Gallina, una piccola frazione del comune di Castiglione d’Orcia.
Abricula è il nome della XI stazione del diario di viaggio di Sigerico, arcivescovo di Canterbury di ritorno da Roma dove si era recato in pellegrinaggio per ricevere il Pallio, o mantello vescovile,

Antica medicina tradizionale mediterranea e tecniche fisiognomiche

(di Luigi Giannelli)
Noi, gente moderna, siamo portati a pensare che la “scienza” sia qualcosa di “moderno”, che soltanto dopo la rivoluzione industriale l'uomo sia stato capace di ideare un sistema descrittivo dei fenomeni che lo circondano.
In realtà fin dai tempi più antichi c’è stata, da parte dell'uomo, la capacità di osservare gli eventi e di comprenderne le leggi che li regolavano.
Se così non fosse stato noi non ci potremmo spiegare come l’uomo avesse affinato delle tecniche per governare la

la querciola a Montisi e Pienza,
fra pratiche e usanze del passato

(Estratto da Erbe di Val d'Orcia, di Augusto de Bellis - 1988, Editori del Grifo)
A volte sono i personaggi più stravaganti che raccontano le usanze del passato, come quello che un giorno, chi sa per quale coincidenza, non avendo voglia di inveire, come al solito, per una certa pensione di guerra che non arrivava mai, dimenticate per un attimo le rane, benché scettico sulla teoria della loro metamorfosi, raccontava del larghissimo uso che la gente faceva una volta, della vecchia

Fitoterapia e piante della tradizione

(di Francesco Matteucci)
E’ estremamente interessante seguire passo passo le vicende delle piante considerate curative dalla tradizione popolare, alcune a ragion d’essere molto utili ieri come oggi, altre pericolose se non addirittura mortali per l’uomo. Anche in natura gli stessi animali, per nutrirsi e per curarsi, ingeriscono spesso radici, arbusti, frutti od erbe, ma alcune di queste sistematicamente sono da loro scartate. Il loro istinto, il loro imprinting genetico, derivato da secoli di

Le correnti d’acqua sotterranee,
i culti pagani e la sovrapposizione delle immagini religiose

Nicola Pisano, La Madonna del Latte.
(di Antonio Sigillo)
Nel numero precedente abbiamo affrontato il tema dei siti galattofori e delle singolari coincidenze con i precedenti culti pre e post cristiani.
Oggi esamineremo come la chiesa attraverso l’arte in toscana e nel sud di Siena, si sia forzatamente contrapposta ai passati culti pagani. Inoltre scopriremo come la moderna bioarchitettura si pone nei confronti delle antiche ma suffragate credenze, che le intersezioni delle correnti d’acqua sotterranee, evidenziano dei “punti di energia” che potrebbero avere degli effetti negativi sull'organismo umano.

Considerazioni sulla cerealicoltura
in Val d'Orcia

(di Alberto Cappelli)
Ho letto con molta attenzione e altrettanta preoccupazione l'articolo di Giorgio Scheggi sulla probabilità, non tanto remota, della fine della cerealicoltura in Val d' Orcia, per i prezzi bassi e per di più ballerini, che gli agricoltori riescono a strappare ai commercianti.
Come sempre più spesso accade, il tutto ad opera di speculazioni mondiali.
Viene da chiedersi se tutto questo sia giusto, e la