(di Giorgio Scheggi)
Se anche disperdessimo altre parole, altre immagini, altri frammenti del nostro vivere ora e qui, arriva un tempo nel quale il bisogno di agire, di poter essere vivi nel proprio tempo, si fa insopportabile. Tra i tanti modi che l’uomo ha inventato per soddisfare quel bisogno, noi abbiamo scelto quello della parola scritta, dell’immagine stampata. Si dirà: “ci sono troppi giornali”, e poi ancora “nessuno più legge”. Se sulla prima affermazione si potrebbe lapidariamente replicare che quasi ogni giornale quotidiano o periodico presente oggi
Se anche disperdessimo altre parole, altre immagini, altri frammenti del nostro vivere ora e qui, arriva un tempo nel quale il bisogno di agire, di poter essere vivi nel proprio tempo, si fa insopportabile. Tra i tanti modi che l’uomo ha inventato per soddisfare quel bisogno, noi abbiamo scelto quello della parola scritta, dell’immagine stampata. Si dirà: “ci sono troppi giornali”, e poi ancora “nessuno più legge”. Se sulla prima affermazione si potrebbe lapidariamente replicare che quasi ogni giornale quotidiano o periodico presente oggi










