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martedì 14 gennaio 2014

Bene le esportazioni del vino per l'Italia, ma soffre il confronto con i rivali vignerons transalpini sul piano del valore

L'Italia, primo produttore ed esportatore mondiale sul piano della quantità, soffre ancora il confronto con i tradizionali rivali vignerons transalpini sul piano del valore.
VAL D'ORCIA & DINTORNI: L'Italia, primo produttore ed esportatore mondiale sul piano della quantità, soffre ancora il confronto con i tradizionali rivali
vignerons transalpini sul piano del valore, quotazioni dei vigneti comprese, almeno sui picchi massimi riconosciuti dal mercato: a Bordeaux un ettaro vale fino a 2,5 milioni di dollari, mentre il Brunello di Montalcino arriva a 500 mila dollari. Questo secondo il borsino delle quotazioni dei vigneti mondiali stilato dal colosso immobiliare 'Knight Frank' e riportato da Winenews, che mette in evidenza tuttavia anche buoni excursus di prezzo in Italia: nel cuore del Barolo, per esempio, si arriva fino a 1,2 milioni per ettaro.

"E' vero - osserva all'Ansa Giuseppe Martelli, direttore generale di Assoenologi -, in Francia le zone storiche sono più quotate di quelle italiane, ma sono poche e dettate da scelte strategiche nazionali. Ossia focalizzate su quattro denominazioni principali: Champagne, Borgogna, Bordeaux e Sauternes. In Italia invece il vigneto si estende quasi interrottamente da Bolzano a Pantelleria, disegnando il territorio e armonizzando cultura, storia e tradizioni e rispecchiando una maggiore autoctonicità (oltre 500 i vitigni locali)". "Quindi - aggiunge Martelli - il valore delle superfici vitate è frutto delle capacità imprenditoriali ed è spalmato sull'intera penisola e non solo su poche zone elette, portando maggiore differenziazione e quindi opportunità".

In Italia come in Francia, comunque - sottolinea ancora Assoenologi -, le zone che spuntano quotazioni vertiginose (Cartizze, Barolo, Brunello) non sono in vendita e quindi le quotazioni sono più nominali che reali. La crisi ha praticamente annullato l'incremento degli anni precedenti, senza però abbattere i valori. Nella zona di produzione del Barolo e del Barbaresco il costo è rispettivamente di circa 230.000 e di 350.000 euro, in flessione di poco meno del 20% rispetto al 2009, anche a causa di una sopra valutazione iniziale. Va comunque ricordato che per certi cru delle due Docg non c'è prezzo, anche perché nessuno vende. Ad esempio un ettaro di Cannubi nel cuore produttivo del Barolo vale oltre 700.000 euro. In Toscana, per il Brunello di Montalcino le quotazioni sono invece (400/500.000 euro a ettaro), stabili rispetto a cinque anni fa. Molto bene il valore nelle aree del Prosecco. Un ettaro nella zona di produzione del Prosecco Doc, nel Trevigiano, vale tra 110.000 e 200.000 euro. Invece in quella storica del Prosecco Docg 300.000/400.000 euro. In discesa, si fa per dire, le quotazioni della zona di produzione del Cartizze: 5 anni fa un ettaro era quotato anche 1.800.000 euro, oggi, se si trova qualcuno che vende, spunta tra 1.100,000 e 1.200.000 euro. (ANSA di Cristina Latessa).

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