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venerdì 4 settembre 2015

A Radicofani il Grande Oriente d’Italia incontra il pubblico

Il Grande Oriente d’Italia ha scelto di farsi conoscere attraverso LiberaMente Massoneria, manifestazione in programma a Radicofani dal 4 al 5 settembre, aperta al pubblico.
La Massoneria intende presentarsi per quello che è in realtà, proprio in questo luogo suggestivo che oltre ad offrire la giusta ambientazione ricca di storia e significati è, ad oggi, un angolo incontaminato dov’è ancora possibile prendersi un momento di
pausa per se stessi. Riflettere, camminando nella pace del bosco iniziatico, sarà la giusta conclusione delle giornate dedicate all’apprendimento della storia e dei valori del mondo massonico, magari dopo aver assaporato i piatti genuini della tradizionale cucina locale e fatto due passi nel caratteristico ed accogliente borgo medievale. Infine, non può mancare una visita alla Fortezza che domina il panorama a 360 gradi con una vista mozzafiato sulla Val d’Orcia e la Val di Chiana: nelle giornate più tèrse è possibile vedere le montagne dell’Appennino fino a quelle in Abruzzo.

Il programma prevede una conferenza, venerdì 4 settembre, nella sala del consiglio comunale (ore 17) su “Massoneria: una storia di libertà. Dall’Indipendenza americana ai nostri giorni”. Subito dopo il saluto del sindaco e del presidente dei maestri venerabili della Toscana, il giornalista Gianmichele Galassi coordina alcuni interventi:  L’ossessione del complotto massonico e le ideologie totalitarie, Zeffiro Ciuffoletti (Università di Firenze); Massoneria e Risorgimento, Gabriele Paolini (Univ. di Firenze); Massoneria e Costituzione Americana, Massimo Nardini; Dalla libertà dei servi alla libertà dei cittadini, Giovanni Greco (Università di Bologna). In conclusione (ore 19,30) e in replica (ore 21) è previsto un concerto di solidarietà per le scuole di Radicofani.
Il Maestro Francesco Attesti suona, al pianoforte, brani di Chopin e Schubert Sabato 5 settembre (ore 15, 30) al Bosco Isabella è in programma la cerimonia di inaugurazione della piramide restaurata. Quindi (ore17,30), il talk show al teatro comunale Costantino Costantini sul tema: Che cos’è la Massoneria? Fine e principi dell’istruzione iniziatica massonica. Dopo il benvenuto del  sindaco Francesco Fabbrizzi, Gianmichele Galassi coordina un dibattito tra Stefano Bisi (Gran Maestro del Grande Oriente), Claudio Bonvecchio (Gran Oratore del Grande Oriente) e Francesco Borgognoni (presidente del Collegio dei maestri venerabili della Toscana).
Nell’occasione, sia al mattino che al pomeriggio, nelle due giornate verrano presentati alcuni libri: Le Colonne del Tempio di Mariano Bianca; Apprendista, Compagno e Maestro Libero Muratore di Gianmichele Galassi; Allende massone di J. G. Rocha; Il Bussante a cura di Luciano Paolo Gajà, Carmelo Muscato, Moreno Neri.

Il piccolo e caratteristico centro di Radicofani, nel sud della provincia senese, durante il Medioevo è stato teatro di avvenimenti curiosi legati ad una figura tanto nota ai contemporanei quanto dimenticata ai giorni nostri, Messer Ghino di Tacco, ghibellino convinto, eroina del popolo, dannazione del potere guelfo e papale. La maggioranza di coloro che ricordano il nome di Ghino di Tacco al giorno d’oggi, lo collegano a Bettino Craxi che amava Radicofani e la sua storia, tanto da firmarsi con questo pseudonimo che, appunto, richiamava nello statista - che ne conosceva bene la biografia - un “personaggio condannato ingiustamente” e paladino di alcuni valori a lui assai graditi. Quest’uomo che molti definirono un Robin Hood, dopo esser fuggito dalla condanna capitale che colpì l’intera famiglia, conquistò la fortezza di Radicofani in modo da controllare il vicino tratto di Via Francigena (la romana Cassia) che tutti conosciamo per l’importanza rivestita nella viabilità dell’epoca, indomito assertore degli ideali ghibillini fece della roccaforte la base delle sue scorrerie che colpivano i ricchi viandanti che la percorrevano in viaggio da e per Roma. Ghino ebbe un momento di grande notorietà quando fu citato da Dante nella Commedia: Quiv’era l’Aretin che da le braccia fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte (Purgatorio VI, vv. 13-14) e, quando, Boccaccio lo dipinge come “brigante buono” raccontando la vicenda del sequestro dell’abate di Cluny, nella II novella del X giorno: Ghino di Tacco piglia l’abate di Clignì e medicalo del male dello stomaco e poi il lascia quale, tornato in corte di Roma, lui riconcilia con Bonifazio papa e fallo friere dello Spedale. Non resta che visitare Radicofani, nell’ambito di una iniziativa in grado di aumentare la curiosità per un luogo unico.

Per informazioni e prenotazioni: uffturadicofani@virgilio.it, 333 43 33 189. Fonte: Ufficio Stampa Tutte le notizie di Radicofani

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