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sabato 19 gennaio 2013

Lupi in Val d'Orcia: vent'anni di dibattiti ... e la storia continua

(di Francesco Matteucci)
Sono ormai passati venti anni da quando lo stesso problema nacque con i lupi, più o meno nelle stesse zone e più o meno con gli stessi danni che guarda caso nessuno ha mai voluto capire, affrontare e quanto meno risarcire come dovuto.
Partecipai, come assessore all'ambiente del comune di Montalcino, ad una riunione nella sala consiliare
della Provincia di Siena, presente un famoso professore ambientalista non senese, intenditore ed amante dei lupi, che si sbracciava nel dire che questi, 'poverini', non fanno male a nessuno;  è vero, ma in ambienti molto diversi dai nostri e concepiti per la loro sopravvivenza.  Proprio Lui era sotto scacco perché da molte parti accusato di aver "portato" i lupi nelle nostre zone.
E' possibile che qualcuno li abbia allora immessi, anche perché per colonizzare, arrivare in un territorio come il nostro, occorrono decine e decine di anni affinché lo spostamento naturale di questi diffidenti canidi avvenga. E non vedevo allora ed anche oggi non vedo paesaggi pieni di lupi così prossimi da lasciarceli migrare così facilmente. Addirittura barriere come autostrade, viadotti, insomma urbanizzazione, traffico etc, rendono difficili le conquiste territoriali dei canidi in oggetto. Dunque la sala era gremita di personaggi Istituzionali, quando un pastore sardo  insieme a decine di altri seduti vicino a me, si alzò, o meglio la sua robusta "tarchiatitudine" lo rese uguale sia da seduto che in piedi, e con voce ed accento perfettamente sardo, impugnando una fune con cappio da impiccagione ben preparato in fondo alla corda, la brandì verso il Prof. esclamando ..."con questa ti ci puoi impiccare al ramo più alto di una delle querce della mia azienda..." Normalmente non ho paura di nulla, ma sentii il gelo dentro di me, come di gelo diventò la sala con tutti i suoi "spettatori". Qualche parola di scusa, qualche promessa appena accennata, ma nessuno quella sera si permise più di prendere per il culo i pastori e soprattutto il loro onesto lavoro e sudore.
Diversi anni fa l'etologo senese prof. Lovari mi descrisse accuratamente proprio un cane lupo rinvenuto morto nelle zone dell'Amiata e da tutti creduto fermamente un lupo in purezza. Con alcune precise osservazioni (parametri) sulla carcassa rinvenuta (speroni, testa, naso, morfologia...), dimostrò che non era un lupo, ma un cane lupo inselvatichito, cosa ben diversa, come penso sarebbe bene valutare in queste occasioni di tanta confidenza lupo-uomo. Non vorrei che fossero anche questi cani lupi inselvatichiti, e comunque prima di ucciderne uno c'è da ripensarci mille volte perché se rubi o fai strage può darsi che ti becchi gli arresti domiciliari; per il lupo morto rischi l'ergastolo e buttano via la chiave.  E la storia continua ...

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