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Sul cipresso: dalle fonti mediche antiche ai giorni nostri

Val d’Orcia 2012, di R. Pagliantini
di Luigi Giannelli          
(VAL D'ORCIA - terra d'eccellenza, n°13)
Il Cipresso, l’icona maestosa degli orizzonti toscani, uno dei simboli più usati e “consumati” per indicare l’appartenenza alla nostra splendida Val d’Orcia, al contrario di quanto oggi ci comunica, sembrerebbe in realtà provenire dal Medio-Oriente e fu diffuso in tutto il bacino mediterraneo, come in ogni loro
approdo, dai Fenici. Per due motivi: primo per questioni estetico-funzionali, il tipo piramidale-longilineo selezionato via via nel tempo era un’ottima barriera frangivento; secondo perché adatto a costruire molti manufatti, dai mobili alle navi, grazie all’olio essenziale presente anche nel tronco e alle resine, che impedivano l’attacco di tarli e parassiti e al tempo stesso garantivano un ottimo potere galleggiante.
A questo punto passiamo alle “fonti” mediche antiche, che consentirono ai nostri antenati di usarlo regolarmente nella pratica terapeutica.
  • “MATERIA MEDICA” DI DIOSCORIDE – LIBRO I - CAP. 83 (vers. Mattioli)
<< Il Cipresso ha Virtù Fredda e astringente, le sue fronde si bevono per bloccare i flussi che discendono alla vescica, con Vino Passito e un po’ di Mirra. E anche al trattenimento dell’orina. I suoi galbuli (falsi frutti) si bevono sempre con Vino, per l’emottisi, per le varie forme di diarrea, per le varie forme di asma e per la tosse. Alle stesse affezioni giova il semplice decotto. Pestati con Fichi secchi ammorbidiscono le durezze [fibrosi?]e guariscono i polipi nasali. Con Aceto e triturati con Lupini, fanno cadere le unghie distorte. Applicati come cataplasma, risolvono le ernie inguinali. Stesse virtù hanno le foglie. Si crede che il fumo ottenuto con foglie e galbuli, serva a scacciare le Zanzare. Le foglie triturate e messe sulle ferite, ne favoriscono la cicatrizzazione e bloccano le emorragie. Pestate e cotte in Aceto, fanno i capelli neri. Applicate tal quali o con polenta [ottenuta con Grano o Farro, visto che all’epoca di Dioscoride, non c’era il Mais] cura il Fuoco Sacro [ piaghe da Herpes zoster], sulle ulcerazioni serpeggianti, sui “carboni” [manifestazioni cutanee di Clostridium antracis] e nelle infiammazioni oculari. Incorporate con Cera d’Api e applicate sullo stomaco, ne rafforzano le funzioni >>.
  • “LE VIRTU’ DEI SEMPLICI MEDICAMENTI” DI GALENO – LIBRO VII
<< Le foglie, i germogli, i galbuli del Cipresso, quando sono freschi e applicati sulle ferite, ne facilitano la cicatrizzazione, anche se sono di notevoli dimensioni. Ciò è dovuto alla capacità di disseccare, senza acredine né Calore, e di questo ne è testimone il gusto. Certo, nel Cipresso appare una certa “mordacità”, ma con molta amarezza ed ancora di più virtù/gusto acerbo. Ha in sé una piccola quantità di acredine e Calore, che permette alla sua acerbità di penetrare a fondo, ma quanto basta e così non riscalda né irrita. E quindi esso dissolve e consuma quell’Umidità che sta nascosta nelle piaghe corrotte e putride. Gli altri rimedi che Scaldano e Disseccano, è vero che asciugano e consumano l’ Umidità, ma la parte acre/Calda ed irritante in eccesso che posseggono la richiamano di nuova dai tessuti circostanti. Perciò giova il Cipresso nelle ulcerazioni intestinali, perché dissecca e rafforza>>.

Ed oggi? Oggi sono emerse ulteriori proprietà medicamentose.
Il Cipresso è una delle piante più attive in campo circolatorio, al punto da “concorrere” con la più nota (com’è strano, il mondo!) Gink-go biloba.
Le sostanze più importanti che contengono i galbuli (falsi frutti), che sono la parte più attiva della pianta, sono un olio essenziale (diverso da quello delle foglie e da quello del legno) che a sua volta contiene alfa-pinene, delta-carene, canfene, mircene, limonene, terpinolene, terpinen-4-olo, terpinil acetato, cedrene, cadinene, cubenene, cedrolo, karamahenolo, biformene, sandaracopima, radiene, manololo. Oltre all’olio essenziale contiene anche diflavoni, tannini, acido glicolico, sostanze antiaggreganti-piastriniche e sostanze ormono-simili femminili.

Le sue attività sono innumerevoli: è attivo nelle affezioni digestive (è un ottimo digestivo, ma anche antiinfiammatorio e antiulcera); è ottimo nelle affezioni respiratorie (fluidificante del muco e antitussivo); è attivo nelle sindromi vascolari, dalle vene varicose alle emorroidi, sia per uso esterno che per uso interno.
Inoltre contiene sostanze, analoghe a quelle contenute nel Ginkgo biloba, che favoriscono la circolazione periferica e soprattutto cerebrale. A questi effetti non sono estranee sostanze simili a quelle presenti nel Gink-go ed aventi anche una azione anti-aggregante piastrinica.
Inoltre contiene sostanze ormono-simili femminili, che lo rendono utile nelle composizioni per le turbe menopausali o anche per le turbe mestruali giovanili.